Due chiacchiere con Roberto Lenoci, titolare di Pentapack, storico distributore Esseoquattro

Pentapack, da due decenni distributore dei prodotti Esseoquattro, è una moderna realtà aziendale, ma affonda le sue radici nella tradizione familiare: facciamo due chiacchiere con il fondatore e titolare, Roberto Lenoci.

 

Roberto, ci racconti la storia di Pentapack? 

"La nostra è una bella storia di famiglia, iniziata molti anni fa da mio padre, che nel lontano 1957 fondò la Lenoci & De Peverelli, che commercializzava cancelleria, cartoleria e forniture per ufficio, ma anche imballaggi, tutto negli stessi capannoni.
In tempi più recenti, all’inizio degli anni 2000, per far fronte ai trend del mercato, sia positivi che e negativi, ho deciso di scindere i due core business.
Quindi ho fondato Pentapack, con l’obiettivo di creare una realtà innovativa e dinamica nei settori dell'imballaggio alimentare, industriale e del commercio in genere.
E nel 2007, con l’ingresso in azienda di mio figlio Christopher, l’attività di famiglia è giunta alla terza generazione."

 

Si può dire quindi che tu sia un imprenditore che ha saputo "cogliere l'attimo" e diversificare la propria attività nel momento giusto...

"Senza dubbio il mercato è cambiato molto negli ultimi anni, ma è anche in continua evoluzione, quindi ci pone quotidianamente di fronte a sfide e alla necessità di fare la scelta giusta.
Pentapack negli anni è cresciuta tanto e oggi conta due diversi magazzini, grazie ai quali serviamo le province di Sondrio, Monza-Brianza, Lecco e parte della provincia di Como."

 

La collaborazione con Esseoquattro è davvero storica, ci vuoi raccontare come tutto è iniziato e come siamo cresciuti assieme?

"Tutto è iniziato circa vent’anni fa, a fine anni novanta.
Da allora la nostra collaborazione ha raggiunto risultati sempre più gratificanti: a oggi distribuiamo tutti i packaging del Team della Rosa, dalle carte tradizionali a quelle speciali, antigrasso e antiumido, al Salvafreschezza brevettato Ideabrill®, di cui siamo esclusivisti di zona.
Devo confessare che quando nacque Ideabrill® non ero totalmente convinto che un packaging alimentare potesse realmente fare la differenza.
Detto questo, con altrettanta sincerità devo ammettere che mi ricredetti in fretta, grazie al Salvafresco Ideabrill®, un incarto effettivamente in grado di preservare le caratteristiche organolettiche degli alimenti e aumentarne la shelf-life e che ha rappresentato una vera rivoluzione per il settore."

 

In Esseoquattro sentiamo spesso dire che, da quando avete iniziato a proporre il coordinato Rosa rossa Ideabrill®, tutta la Valtellina è diventata una rosa rossa…

"Ed è vero. Ideabrill® è un prodotto che va spiegato ai nostri clienti: è necessario farglielo e testare “in azione”, ma è altrettanto vero che una volta che l’hanno provato, non lo abbandonano più perché offre dei plus tangibili, sia per gli operatori di settore, che per il consumatore finale."

 

Tuo figlio Christopher ti affianca nella gestione della vostra azienda: due generazioni a confronto che lavorano in sinergia. Quali sono i punti di forza di questo connubio?

"Il nostro approccio al lavoro è per forza di cose molto diverso: il mio si basa sull’esperienza e la conoscenza del mercato che ho maturato in tanti anni di attività, pertanto è più riflessivo e ponderato, mentre quello di Christopher è proprio di un giovane uomo, sempre allegro, carico di energia e di voglia di fare.
Posso dire che le nostre diversità ci danno la possibilità di confrontarci ogni giorno, ma anche che il confronto è sempre utile e proficuo."

 

Sei anche presidente del Consorzio Union Cart: ci vuoi raccontare gli obiettivi di questa realtà?

"Sono uno dei due soci fondatori del Consorzio Union Cart, che attualmente presiedo.
Union Cart è nato nel 1996, inizialmente come gruppo d’acquisto, con l’obiettivo di fare “massa critica” sul mercato.
Il Consorzio si è poi evoluto nel tempo e a oggi riunisce 19 aziende distributrici di packaging alimentare, dislocate su tutto il territorio nazionale e accomunate da unità di intenti e convinzioni.   
Il nostro obiettivo è conquistare la fiducia dei clienti grazie a prodotti di eccellenza, accuratamente scelti da uno staff tecnico di esperti, per offrire le soluzioni più adatte a qualsiasi esigenza di packaging.
Oggi il marchio Union Cart è simbolo di imballi di qualità, oltre che rappresentare un vantaggio per i consorziati, è una garanzia di valore per il consumatore finale.
Per arrivare a questo risultato investiamo molto anche in percorsi di formazione, per guidare le aziende, anche e soprattutto le realtà più piccole, a crescere e a raggiungere traguardi sempre più ambiziosi.
Che è proprio quello che è accaduto a Pentapack, impresa di piccole dimensioni, che oggi è la seconda realtà del Consorzio."

 

Sappiamo che sei un amante del nuoto e degli sport estremi.
Si dice che questi sport siano una metafora della vita, che spesso ci richiede grande forza di volontà, spirito di sacrificio e una buona dose di coraggio per affrontare le piccole e grandi sfide che quotidianamente ci propone. Sei d’accordo?

"Amo molto lo sport: ho iniziato con il nuoto, poi sono passato al nuoto pinnato e mi diletto anche con alcuni sport estremi.
Sì, sono d’accordo: lo sport ti insegna la fatica, il sacrificio, ma ti può regalare anche enormi soddisfazioni al raggiungimento di un nuovo obiettivo, proprio come la vita.
E però non è tutto qui.
Intendo dire che negli sport individuali, come il nuoto ad esempio, sei solo con te stesso: puoi contare solo sulle tue forze e tutto dipende da te.
Quello che ho imparato lavorando, invece, è che, nel bene e nel male, non si è mai soli.
Quindi non si tratta più di una performance individuale, ma di un lavoro di squadra, un’opera corale, in cui ciascun elemento riveste pari importanza.
E, per tornare di nuovo alla metafora sportiva, l’insegnamento più importante l’ho imparato quando ho frequentato il corso per diventare istruttore di nuoto: se un tuo allievo non impara a nuotare, non fa progressi, resta indietro, la colpa è tua che non sei stato in grado di insegnargli come si fa.
Questo è il principio cui mi ispiro quotidianamente, nella vita e nel lavoro."